Amministra sito

Nuovo blog Nireblog


Categoria: Sistema

Introduzione all'uso dell'elaboratore

softwarehouse 16/04/2008 @ 14:14

150x150_sottoscrivi.png

Questo capitolo introduttivo potrebbe fare sorridere e sembrare fuori posto in un documento come questo che di certo non è ancora adatto a un principiante.

Tuttavia, dato il titolo, si tratta di un contenitore di appunti, e questi potrebbero essere utili a qualcuno, magari per togliere qualche preconcetto sbagliato.

Struttura

Per comprendere la struttura di un elaboratore si può immaginare il comportamento di un cuoco nella sua cucina. Il cuoco prepara delle pietanze, o piatti, che gli sono stati ordinati, basandosi sulle indicazioni delle ricette corrispondenti. Le ordinazioni vengono effettuate dai clienti che si rivolgono al cuoco perché hanno appetito.

  • L'elaboratore è la cucina;

  • il cuoco è il microprocessore o CPU;

  • l'appetito è il bisogno da soddisfare ovvero il problema da risolvere;

  • la ricetta è il programma che il microprocessore deve eseguire;

  • gli ingredienti sono l'input del programma;

  • le pietanze o i piatti sono l'output del programma.

Il cuoco, per poter lavorare, appoggia tutto quanto, ingredienti e ricetta, sul tavolo di lavoro. Su una parte del tavolo sono incise alcune istruzioni che al cuoco servono sempre, e in particolare quelle che il cuoco deve eseguire ogni volta che la cucina viene aperta (pulire il tavolo, controllare tutti gli strumenti: pentole, tegami, coltelli, cucchiai ecc., e ricevere le ordinazioni assieme alle ricette); senza queste istruzioni di inizio, il cuoco non saprebbe nemmeno che deve accingersi a ricevere delle ordinazioni.

Come detto, il cuoco corrisponde alla CPU; il tavolo di lavoro del cuoco è la memoria centrale (o core) che si suddivide in ROM e RAM. La ROM è quella parte di memoria che non può essere alterata (nell'esempio del cuoco, si tratta delle istruzioni incise sul tavolo); la RAM è il resto della memoria che può essere alterata a piacimento dalla CPU (il resto del tavolo).

L'elaboratore è pertanto una macchina composta da una o più CPU che si avvalgono di una memoria centrale per trasformare l'input (i dati in ingresso) in output (i dati in uscita).

L'elaboratore, per poter ricevere l'input e per poter produrre all'esterno l'output, ha bisogno di dispositivi: la tastiera e il mouse sono dispositivi di solo input, lo schermo e la stampante sono in grado soltanto di emettere output. I dischi sono dispositivi che possono operare sia in input che in output.

Il cuoco si avvale di dispense per conservare derrate alimentari (pietanze completate, ingredienti, prodotti intermedi) e anche ricette. Ciò perché il tavolo di lavoro ha una dimensione limitata e non si può lasciare nulla sul tavolo quando la cucina viene chiusa, altrimenti si perde tutto quello che c'è sopra (a eccezione di ciò che vi è stato inciso).

I dischi sono le dispense del nostro cuoco e servono per immagazzinare dati elaborati completamente, dati da elaborare, dati già elaborati parzialmente e i programmi.

Diverse cucine possono essere collegate tra loro in modo da poter condividere o trasmettere ricette, ingredienti,...

Le interfacce di rete e i cavi che le collegano sono il mezzo fisico per collegare insieme diversi elaboratori, allo scopo di poter condividere dati e servizi collegati a essi, e anche per permettere la comunicazione tra gli utenti dei vari elaboratori connessi.

Sistema operativo

Il sistema operativo di un elaboratore è il programma più importante. È quello che viene attivato al momento dell'accensione dell'elaboratore; esso esegue gli altri programmi. Sarebbe come se il cuoco eseguisse una ricetta (il sistema operativo) che gli dà le istruzioni per poter eseguire le altre ricette.

Il sistema operativo determina quindi il comportamento dell'elaboratore. Cambiare sistema operativo in un elaboratore è come cambiare il direttore di un ufficio: a seconda della sua professionalità e delle sue doti personali, l'ufficio funzionerà in modo più o meno efficiente rispetto a prima, e pur se non cambia niente altro, per gli impiegati potrebbe tradursi in un modo di lavorare completamente nuovo.

Ci sono sicuramente affinità tra un sistema operativo e l'altro, ma questo vuol sempre dire una marea di dettagli differenti e soprattutto l'impossibilità di fare funzionare lo stesso programma su due sistemi operativi differenti, a meno che ciò sia stato previsto e voluto da chi costruisce i sistemi operativi.

Dispositivi

Come già accennato, i dispositivi sono qualcosa che è separato dall'elaboratore inteso come l'insieme di CPU e memoria centrale. A seconda del tipo e della loro collocazione, questi possono essere interni o periferici, ma tale tipo di distinzione è quasi scomparso nel linguaggio normale, tanto che molti chiamano ancora periferiche tutti i dispositivi. Vale la pena di distinguere fra tre tipi di dispositivi fondamentali:

  • dispositivi di memorizzazione;

  • dispositivi per l'interazione tra l'utente e l'elaboratore;

  • interfacce di rete.

I dispositivi di memorizzazione sono qualunque cosa che sia in grado di conservare dati anche dopo lo spegnimento della macchina. Il supporto di memorizzazione vero e proprio potrebbe essere parte integrante del dispositivo stesso oppure essere rimovibile.

I supporti di memorizzazione possono essere di qualunque tipo, anche se attualmente si è abituati ad avere a che fare prevalentemente con dischi (magnetici, ottici o magneto-ottici). In passato si è usato di tutto, e il primo tipo di supporto di memorizzazione sono state le schede di cartoncino perforate.

Anche i dispositivi per l'interazione con l'utente possono avere qualunque forma possibile e immaginabile. Non è il caso di limitarsi all'idea che possa trattarsi solo di tastiera, schermo e mouse. Soprattutto non è il caso di supporre che un elaboratore possa avere solo uno schermo, oppure che possa avere una sola stazione di lavoro.

Le interfacce di rete sono i dispositivi che permettono la connessione tra diversi elaboratori in modo da permettere la condivisione di risorse e la comunicazione in generale. Anche in questo caso, non si può semplificare e pensare che possa trattarsi esclusivamente di schede di rete: qualunque «porta» verso l'esterno può diventare un'interfaccia di rete.

3.2 Dispositivi per l'interazione tra l'utente e la macchina

Se si lascia da parte il periodo delle schede perforate, si può dire che il primo tipo di strumento per l'interazione tra utente e macchina sia stato la telescrivente: una sorta di macchina da scrivere in grado di ricevere input dalla tastiera e di emettere output attraverso la stampante. In questo modo, l'input umano (da tastiera) era fatto di righe di testo terminate da un codice per il ritorno a capo (interruzione di riga, o newline), e nello stesso modo era composto l'output che appariva su carta.

La telescrivente era (ed è) un terminale dell'elaboratore. Ormai, la stampante della telescrivente è stata sostituita da uno schermo, che però spesso si comporta nello stesso modo: emette un flusso di testo dal basso verso l'alto, così come scorre la carta a modulo continuo attraverso una stampante. In questa situazione, la stampante ha preso un suo ruolo indipendente dal terminale originale e serve come mezzo di emissione di output finale, piuttosto che come mezzo per l'interazione.

Il terminale, composto da tastiera e schermo, o comunque da un'unità per ricevere l'input e un'altra per emettere l'output, viene visto normalmente come una cosa sola. Quando si tratta di quello principale, si parla in particolare di console.

Tastiera

La tastiera è una tavoletta composta da un insieme di tasti, ognuno dei quali genera un impulso particolare. È l'elaboratore che si occupa di interpretare e tradurre gli impulsi della tastiera. Questo sistema permette poi di attribuire ai tasti la funzione che si vuole.

Questo significa anche che non esiste uno standard generale di quello che una tastiera deve avere. Di solito si hanno a disposizione tasti che permettono di scrivere le lettere dell'alfabeto inglese, i simboli di punteggiatura consueti e i numeri; tutto il resto è opzionale. Tanto più opzionali sono i tasti a cui si attribuiscono solitamente funzioni particolari. Questa considerazione è importante soprattutto per chi non vuole rimanere relegato a una particolare architettura dell'elaboratore.

Schermo

Il terminale più semplice è composto da una tastiera e uno schermo, ma questa non è l'unica possibilità. Infatti, ci possono essere terminali con più schermi, ognuno per un diverso tipo di output.

Nel tempo, l'uso dello schermo si è evoluto, dalla semplice emissione sequenziale di output come emulazione di una stampante, a una sorta di guida di inserimento di dati attraverso modelli-tipo. Le maschere video sono questi modelli-tipo attraverso cui l'input della tastiera viene guidato da un campo all'altro. L'ultima fase dell'evoluzione degli schermi è quella grafica, nella quale si inserisce anche l'uso di un dispositivo di puntamento, solitamente il mouse, come un'estensione della tastiera.

Stampante

Le stampanti tradizionali sono solo in grado di emettere un flusso di testo, come avveniva con le telescriventi. Più di recente, con l'introduzione delle stampanti ad aghi, si è aggiunta la possibilità di comandare direttamente gli aghi in modo da ottenere una stampa grafica.

Ma quando la stampa diventa grafica, entrano in gioco le caratteristiche particolari della stampante. Per questo, l'ultima fase evolutiva della stampa è stata l'introduzione dei linguaggi di stampa, tra cui il più importante è stato ed è PostScript, come mezzo di definizione della stampa in modo indipendente dalle caratteristiche della stampante stessa. Così, l'output ricevuto dalle stampanti può essere costruito sempre nello stesso modo, lasciando alle stampanti l'onere di trasformarlo in base alle loro caratteristiche e capacità.

Dispositivi di memorizzazione

I dispositivi di memorizzazione sono fondamentalmente di due tipi: ad accesso sequenziale e ad accesso diretto. Nel primo caso, i dati possono essere memorizzati e riletti solo in modo sequenziale, senza la possibilità di accedere rapidamente a un punto desiderato, come con i nastri magnetici usati ancora oggi in qualità di mezzo economico per archiviare dati. Nel secondo caso, i dati vengono registrati e riletti accedendovi direttamente, come avviene con i dischi.

I dispositivi di memorizzazione ad accesso diretto, per poter gestire effettivamente questa loro caratteristica, richiedono la presenza di un sistema che organizzi lo spazio disponibile al loro interno. Questa organizzazione si chiama filesystem.

File

In prima approssimazione, il file è un'unità di informazioni che si compone in pratica di una sequenza di codici. I dispositivi di memorizzazione ad accesso diretto, muniti di filesystem, consentono la gestione di diversi file, mentre quelli ad accesso sequenziale permettono la gestione di un solo file su tutta la loro dimensione.

Quando il file viene visto come una semplice sequenza di codici corrispondenti a testo normale, lo si può immaginare come un testo dattiloscritto: la sequenza di caratteri viene interrotta alla fine di ogni riga da un codice invisibile che fa riprendere il testo all'inizio di una riga successiva. Questo codice di interruzione di riga, spesso identificato con il termine newline, cambia a seconda della piattaforma utilizzata.

Filesystem

Il filesystem è il sistema che organizza i file all'interno dei dispositivi di memorizzazione ad accesso diretto. Ciò significa, che tutto ciò che è contenuto in un filesystem è in forma di file.

Il modo più semplice per immaginare un filesystem è quello di un elenco di nomi di file abbinati all'indicazione della posizione in cui questi possono essere trovati. Questo sistema elementare può forse essere utile in presenza di dispositivi di memorizzazione particolarmente piccoli dal punto di vista della loro capacità.

Generalmente, si utilizzano elenchi strutturati, per cui da un elenco si viene rimandati a un altro elenco più dettagliato che può contenere l'indicazione di ciò che si cerca o il rinvio a un altro elenco ancora. Questi elenchi sono chiamati directory (o cartelle in alcuni sistemi) e sono file con questa funzione speciale.

Per questo motivo, la struttura di un filesystem assume quasi sempre una forma a stella (o ad albero), nella quale c'è un'origine a partire da cui si diramano tutti i file. Le diramazioni possono svilupparsi in modo più o meno esteso, a seconda delle esigenze.

Data l'esistenza di questo tipo di organizzazione, si utilizza una notazione particolare per indicare un file all'interno di un filesystem. Precisamente si rappresenta il percorso necessario a raggiungerlo:

  • una barra obliqua rappresenta la directory principale, altrimenti chiamata anche radice, o root;

  • un nome può rappresentare indifferentemente una directory o un file;

  • un file o una directory che discendono da una directory precedente, si indicano facendo precedere una barra obliqua.

Per esempio, `/uno/due/tre' rappresenta il file (o la directory) `tre' che discende da `due', che discende da `uno', che a sua volta discende dall'origine. *1*

Il tipo di filesystem determina le regole a cui devono sottostare i nomi dei file. Per esempio, ci possono essere situazioni in cui sono consentiti simboli speciali, come il carattere spazio, e altre in cui questo non è possibile. Nello stesso modo, la lunghezza massima dei nomi è sottoposta a un limite.

Oltre a questo, il filesystem permette di annotare delle informazioni accessorie che servono a qualificare i file, per esempio per poter distinguere tra directory e file contenenti dati normali.

Tradizionalmente si utilizzano due nomi convenzionali per poter fare riferimento alla directory in cui ci si trova e a quella precedente:

  • `.'  un punto singolo rappresenta la directory in cui ci si trova;

  • `..' due punti in sequenza rappresentano la directory di provenienza.

Sistema operativo

Il sistema operativo è ciò che regola il funzionamento di tutto l'insieme di queste cose. Volendo schematizzare, si possono distinguere tre aspetti di questo:

  • il kernel;

  • la shell;

  • i programmi di utilità.

Kernel

Il kernel è il nocciolo del sistema. Idealmente, è una sorta di astrazione nei confronti delle caratteristiche fisiche della macchina ed è il livello a cui i programmi si rivolgono per qualunque operazione. Ciò significa, per esempio, che i programmi non devono (non dovrebbero) accedere direttamente ai dispositivi fisici, ma possono utilizzare dispositivi logici definiti dal kernel. Questa è la base su cui si fonda la portabilità di un sistema operativo su piattaforme fisiche differenti.

3.jpg

Figura 3.1: Il kernel avvolge idealmente l'elaboratore e i suoi dispositivi fisici, ovvero tutto l'hardware, e si occupa di interagire con i programmi che ignorano l'elaboratore fisico.

La portabilità è quindi la possibilità di trasferire dei programmi su piattaforme differenti, e ciò si attua normalmente in presenza di kernel che forniscono funzionalità compatibili.

Naturalmente esistono sistemi operativi che non forniscono kernel tanto sofisticati e lasciano ai programmi l'onere di accedere direttamente alle unità fisiche dell'elaboratore. Si tratta però di sistemi di serie «B», anche se la loro nascita è derivata da necessità evidenti causate dalle limitazioni di risorse degli elaboratori per i quali venivano progettati.

Shell

Il kernel offre i suoi servizi e l'accesso ai dispositivi attraverso chiamate di funzione. Però, mentre i programmi accedono direttamente a questi, perché l'utente possa accedere ai servizi del sistema occorre un programma particolare che si ponga come intermediario tra l'utente (attraverso il terminale) e il kernel. Questo tipo di programma è detto shell. Come suggerisce il nome (conchiglia), si tratta di qualcosa che avvolge il kernel, come se quest'ultimo fosse una perla.

4.jpg

Figura 3.2: La shell è il programma che consente all'utente di accedere al sistema. I terminali attraverso cui si interagisce con la shell sono comunque parte dell'hardware controllato dal kernel.

Un programma shell può essere qualunque cosa, purché in grado di permettere all'utente di avviare, e possibilmente di controllare i programmi. La forma più semplice, e anche la più vecchia, è la riga di comando presentata da un invito, o prompt. Questo sistema ha il vantaggio di poter essere utilizzato in qualunque tipo di terminale, compresa la telescrivente. Nella sua forma più evoluta, può arrivare a un sistema grafico di icone o di oggetti grafici simili, oppure ancora a un sistema di riconoscimento di comandi in forma vocale. Si tratta sempre di shell.

Programmi di utilità

I programmi di utilità sono un insieme di piccole applicazioni utili per la gestione del sistema. Teoricamente, tutte le funzionalità amministrative per la gestione del sistema potrebbero essere incorporate in una shell; in pratica, di solito questo non si fa. Dal momento che le shell tradizionali incorporano alcuni comandi di uso frequente, spesso si perde la cognizione della differenza che c'è tra le funzionalità fornite dalla shell e i programmi di utilità.

Programmi applicativi

L'elaboratore non può essere una macchina fine a se stessa. Deve servire a qualcosa, al limite a giocare. È importante ricordare che tutto nasce da un bisogno da soddisfare. I programmi applicativi sono quelli che (finalmente) servono a soddisfare i bisogni, e quindi, rappresentano l'unica motivazione per l'esistenza degli elaboratori.

Riferimenti

  • Eric S. Raymond, The Unix and Internet Fundamentals HOWTO

RSTP ("Raccomandati Se Ti Piacciono")

Mondo Open Source

BitNami, per installare pacchetti open source con semplicità

softwarehouse 24/02/2008 @ 11:26

150x150_sottoscrivi.png

BitNami, è un sito che offre “pacchetti chiavi-in-mano” dei più popolari CMS aperti / liberi. Gli “stack” di BitNami comprendono il CMS, il webserver e l’eventuale server SQL ( generalmente rappresentato da MySQL ): basta decomprimere l’archivio e lanciare lo script di avvio incluso per poter iniziare a giocare con il software. BitNami offre stack di WordPress, Drupal, Joomla! e MediaWiki ( giusto per citarne alcuni ).

Oltre a questi pacchetti, BitNami rilascia anche alcuni stack sprovvisti del CMS, utili per testare o dispiegare le proprie applicazioni web: RubyStack ( Ruby, Rails, MySQL, Subversion ) per Linux / Windows e LAMP, WAMP e MAMP (Apache, MySQL, PHP, phpMyAdmin), rispettivamente per Linux, Windows e Mac.

bitnami.png

BitNami rende più semplice scaricare e installare i pacchetti software Open Source (Wordpress, SugarCRM, Drupal, phpBB…),con dei semplici pacchetti preconfigurati installabili con un semplice click.

Nessuna necessità di trattare con le impostazioni di configurazione o di dipendenze.

Basta scaricare un pacchetto , eseguire la procedura guidata di installazione, e il gioco è fatto. Una volta fatto, avrete un programma configurato sul vostro sistema.

bitnami2.jpg

"BitNami  è stato creato per contribuire a diffondere l'adozione di programmi Open Source di alta qualità ".


Easy to install
In just a few clicks, you can have your favorite open source applications up and running.


Multiplatform
Bitnami Stacks are available for Linux, Windows, and Mac OS X.


Integrated
By the time you click 'finish', the software will be integrated, configured and ready to go.


Independent
Bitnami Stacks won't interfere with any software already installed on your system.


Run Natively
The stacks install directly on your system - no virtual machine required.


Open Source
All Bitnami Stacks are free to download and use under the terms of the Apache License 2.0

Recently Released

 

WordPress 2.3.3-1
Released on 2008-02-15

 

Trac 0.10.4-3
Released on 2008-02-15

 

RubyStack 1.1-0
Released on 2008-02-15

 

phpBB 2.0.22-6
Released on 2008-02-15

 

Moodle 1.8.4-1
Released on 2008-02-15

 

MediaWiki 1.11.0-9
Released on 2008-02-15

 

Mantis 1.1.1-1
Released on 2008-02-15
RSTP ("Raccomandati Se Ti Piacciono")

19/02 - Il Bloggatore, nuovo aggregatore di feeds on line

13/02 - PHP_Speedy utility per velocizzare il tuo sito

13/02 - Synback, utility per pianificare i backups automatici

05/02 - Nireblog e Nirudia

04/02 - Slony, per il backup dei nostri databases in Ubuntu

27/01 - Page Defrag, per chi non si accontenta del semplice defrag di Windows

23/01 - VirtualDub, ottimo tool open source per il video editing

14/01 - I 10 trucchi di Google

12/01 - Le 10 piccole Webapps

11/01 - Creare un feed RSS da qualsiasi pagina web con l'HTML Scraping

03/01 - FeedCreator, una delle migliori classi PHP gratuite per scrivere feeds RSS e Atom

 

Altri links del "Mondo Open Source"

24/02 - Epiphany, browser appositamente fatto per Ubuntu/Gnome

21/02 - Comandi per la gestione di file e directory in Linux

18/02 - XFile files tree syncronizaion and cross validation

14/02 - Compiz, rilasciata la nuova versione 0.70

13/02 - Tape, Backup Software per Linux

12/02 - How do I Backup Thunderbird mail and profile under Linux

11/02 - BioBrew, Linux Distribution for the Life Scientists

1/02 - Blag, Distro basata su Fedora Core

10/02 - Virtualizzazione, una rassegna di quattro opzioni

09/02 - Wine 0.9.5.5. released

05/02 - Nuova release per Bacula backup

04/02 - Gentoo Linux,Based on the Portage Management System

02/02 - Ubuntu 8.04 Hardy Heron releases: alpha 1, alpha 2, alpha 3 and alpha 4

02/02 - Simplebackup, cross-platform backup program

01/02 - Backup e Restore in Ubuntu, ecco come fare!

01/02 - Ecco, finalmente Firefox Mobile

150x150_sottoscrivi.png

PageDefrag

softwarehouse 27/01/2008 @ 12:22

pagedefrag220.gif

Per chi non si accontenta di un semplice defrag di Windows, è possibile usare questo programma per deframmentare il file di "paging" e il registro.

I sistemi Windows NT/2000/XP hanno infatti la limitazione di deframmentare tutti i files, esclusi quelli di sistema.

Indubbiamente il grande difetto di Windows, tutte le versioni sinora rilasciate di questo sistema operativo spezzettano i file in breve tempo non riuscendo ad utilizzare in modo efficiente il disco rigido come altri S.O. primo fra tutti Linux. Il dover caricare un file, documento o programma che sia, prelevando non un elemento unico ma una miriade di porzioni non contigue rallenta le prestazioni in modo significativo e quando il livello di frammentazione è elevato vengono rallentati gli accessi a tutti i file.

Anche il file di registro che raccoglie tutte le indicazioni sul S.O. installato, sulla configurazione del nostro computer, sui programmi installati, ecc. e il file di scambio cioè la memoria ram che viene simulata con un file sul disco rigido si frammentano e penalizzano fortemente le prestazioni dell'intero sistema.
Il programma sviluppato da Mark Russinovich deframmenta all'avvio il file di registro e quello di scambio

PageDefrag permette (appena prima dell'avvio del S.O.) di deframmentare i files di sistema, aumentando così le prestazione del PC.

Il programma è standalone, e può essere configurato ad eseguire il defrag ad ogni avvio o solo al prossimo Boot, specificando anche i secondi prima che parta il defrag, in modo da annullarlo se non si desidera avviare la deframmentazione.

Aggiornamento: SysInternals è stata acquisita da Microsoft, ma il software è ancora disponibile come freeware.

Download

RSTP ("Raccomandati Se Ti Piacciono")

14/01 - I 10 trucchi di Google

12/01 - Le 10 piccole Webapps

11/01 - Creare un feed RSS da qualsiasi pagina web con l'HTML Scraping

03/01 - FeedCreator, una delle migliori claasi PHP gratuite per scrivere feeds RSS e Atom

02/01 - Recover files .tar .gz corrotti


 

Altri links del "Mondo Open Source"

26/01 - Ubuntu Media Players Overview

25/01 - Amarok Insider, la novità in Amarok2

25/01 - Hardy Heron Roadmap

23/01 - Rsync Vault Manager, per la gestione dei backup usando rsync manager

22/01 - Restore, completa soluzione per il backup in Linux

22/01 - Bayanihan, le Filippine hanno la loro distribuzione Linux

22/01 - REO Backup Solution, progettato per gli utenti Linux

21/01 R-Linux, recovery and undelete tool for Ext2FS

19/01 - PackageKit, quasi pronto per il rilascio definitivo

 

150x150_sottoscrivi.png

 

Creare dischi virtuali con CryptoExpert

softwarehouse 06/12/2007 @ 17:57

http://64-bit-computers.com/wp-content/CRYPTOEXPERT.png

CryptoExpert è un software che permette di creare dischi virtuali crittografati visibili ed accessibili da Risorse del Computer come qualunque altra partizione/unità. Tutto il contenuto del disco virtuale viene memorizzato all'interno di un unico file "contenitore" viene crittografato utilizzando l'algoritmo CAST a 128 bit.

La versione Lite di CryptoExpert è completa in ogni suo aspetto fatta eccezione per un'unica limitazione: è possibile creare dischi virtuali di dimensioni massime pari a 20 MB. Prima di poter accedere ad un'unità cifrata è necessario introdurre una password. Il programma supporta anche gli algoritmi Blowfish, Rijndael, DES e Triple DES; le operazioni di codifica e decodifica avvengono in tempo reale ed in modo trasparente per l'utente.

CryptoExpert 2006 Lite Features

  • Access to your files on virtual volume on the fly

  • Mapping any free drive letter like G:, F:, K: for virtual volume

  • Requires password authentication before the files become accessible

  • Works with all Windows application - even DOS applications

  • Really Fast

  • Looks like normal hard drive

  • One volume may be mounted at the same time

  • Encrypted volumes can be backed up to tape, CD, etc

  • Command line interface supports silent program execution, volume mount/dismount

  • No need to encrypt/decrypt files. The encryption is transparent.
  • Using optimized 32 bit drivers (works under WinNT/2000/XP only)

  • Many encrypted containers can be placed on single hard drive and mounted/dismounted on demand

  • Supports Blowfish, Rijndael, DES and Triple DES encryption.

  • Ability to unmount volumes after specified time of user inactivity (to prevent unauthorized access to important files)

  • Ability to unmount all volumes instantly on pressing specified 'hot' key

  • Windows XP/2000 Hibernate function support

AIMFix piccolo ma ottimo tool per la sicurezza del nostro PC

softwarehouse 02/12/2007 @ 11:53

http://fxgrey.tararam.biz/data/soft/images/2818.png

Piattaforma: Windows 98, Windows ME, Windows 2000, Windows NT, Windows XP

Dimensione: 0,19 Mb

Licenza: Freeware

Caratteristiche: Piccolo ma ottimo tool riguardo la sicurezza del nostro PC, permette infatti di rilevare tutti i virus conosciuti, cancellarne i file e le chiave del registro modificate dagli stessi.

Ultima versione: 1.6.415.1737

Download

 

L’AIM Fix è stato specificamente disegnato per l’eliminazione di virus e vermi che attaccano il sistema dall’AOL Instant Messenger (AIM), il sistema di messaggeria istantanea di AOL.

Le sue funzioni sono indirizzate all’eliminazione di file di virus e alla terminazione dei loro relativi processi, oltre all’eliminazione di tutte le entrate che vengono scritte sul registro di Windows affinché queste infezioni venissero avviate all’avvio del sistema.

History:

In November of 2003, the Realphx worm spread like...well, a virus, and was all over the web, hijacking people's AIM profiles and installing huge amounts of spyware on their computers. Thanks to Dave at rsasisp.com, a removal tool was provided, called phxfix. However, only a matter of days later, a new worm appeared linking to talkstocks.net. This was a simple variant of the realphx worm, and as there was very little information available, I posted a simple page detailing removal steps.

That simple page suddenly started to get a LOT of hits, and links all over the web. My little webpage was all the sudden being visited by thousands, then hundreds of thousands, of people, all looking for help. I worked through various attempts at making removal tools for people, but they were spotty at best. Finally, I contacted Dave from RSAISP and he was kind enough to pass along the source code for his removal tool for me to use. Using that as a launching pad, I took a crash course on C++ for Windows and AIMFix was eventually born.

While only about five or six lines from the original phxfix code actually remain, without it I would never have been able to put together AIMFix. I also would like to thank Jon and Warren for all their help.

Quelle pazze pazze librerie

softwarehouse 19/11/2007 @ 08:52

Il corretto funzionamento di Windows e delle applicazioni dipende da alcuni files "vitali" per il PC.

http://www.dg-software.de/assets/images/DllScan-Options.gif

Nei sistemi operativi Windows giocano un ruolo particolarmente importrante i files identificati dall'estensione DLL (Dynamic Link Library).
Detti comunmente "librerieDLL", sono piccoli parti di codice che svolgono funzioni ben specifiche. Sono così importanti che la loro manomissione o cancellazione può compromettere il funzionamento del sistema.
I files DLL sono sbarcati nel mondo dell'informatica agli inizi degli anni 90, voluti fortemente dagli sviluppatori, da sempre alla ricerca di un metodo pratico per aggiornare le proprie applicazioni.
In passato, infatti, quando si voleva aggiornare un software o correggerne un bug, era necessario ricompilare l'intera applicazione e distribuirla nuovamente agli utenti.
Con l'utilizzo dei files DLL, invece, questa operazione è notevolmente simplificata: basta sostituire la libreria che si occupa di una determinata funzione per fare gli aggiornamenti del caso.

http://www.codeproject.com/library/piarchitecture/add_dll.gif


Vantaggi e svantaggi dei DLL

L'utilizzo del files DLL, agevola non solo il lavoro dei programmatori, ma comporta anche un notevole risparmio di risorse hardware. Se un software è composto da un solo blocco, senza subdividerne le funzioni in files DLL, quando viene eseguito, sono messe in gioco tutte le sue funzioni, anche quelle non usate. Viceversa, adoperando le librerie DLL, le risorse del computer sono adoperate solo quando necessario. Ogni medaglia ha il suo rovescio: i files DLL sono spesso causa di conflitti software, dal momento che può capitare che più applicazioni installino versioni differenti della stessa libreria. La cosa è più grave quando programmi sviluppati per vecchie versioni di Windows, o realizzati da programmatori dilettanti, tentano di sovrascrivere le librerie di sistema. In questo caso il meccanismo di protezione di Windows ci avverte con una finestra di dialogo che un software sta provando a sostituire una libreria DLL, con un altro meno recente. Non ci sono dubbi: clicchiamo su SI per tenere la versione del file DLL presente sul disco e metterci al riparo da ogni possibile errore.

E se il file non c'è?

http://www.idchildsupport.com/Images/dll.jpg

Se una libreria DLL viene modificata )sovrascritta da un'altra versione o eliminata per errore), i programmi e lo stesso Windows possono smettere di funzionare corretamente o più addiritura divenire impossibili avviarli. Nei casi meno gravi è sufficiente ripristinare l'installazione del programma, in altre situazioni è necessario sostituire la libreria mancante o corrota (possiamo copiarle da un altro computer o trovarle su Internet utilizzando un motore di ricerca come Google).
Quando inseriamo una nuova libreria nella cartella di sistema (C:\Windows\System32) è necessario effettuarne la registrazione, cioè aggiornare alcune voci del registro di configurazione di Windows. Per fare ciò il sistema operativo ci mette a disposizione l'utility regsvr32.exe. L'utilizzo è molto semplice: basta digitare sul promt dei commandi DOS a dal menù Start/Esegui di Windows il comando:

regsur32.exe c:\percorso\nomedll.dll

Prima di tutto è necessario differenziare le Librerie Standard dalle Librerie COM.
Quando si utilizzano le prime si eseguono chiamate dirette alle funzioni API (Application Programming Interface) di windows. Le seconde, invece, hanno un interfaccia COM (Component Object Model), che permette di comunicare coi loro componenti tramite un'architettura Software e una Libreria dei Tipi, che permette l'utilizzo di funzioni come Object Browser e Auto List Members a livello di programmazione. Proprio queste funzioni fanno si che questo tipo di Librerie venga utilizzato per la maggiore dai programmatori. A livello di prestazioni le Librerie Standard sono più veloci mentre le Librerie COM garantiscono una miglior gestione degli errori (evitando il più possibile le famose schermate Blu).

Un'altra classificazione va fatta tra i file .DLL e quelli .EXE.

Le DLL lavorano sempre nello spazio d'indirizzamento del processo chiamante (in-process) e non possono funzionare in un proprio task. Un file eseguibile in genere può essere utilizzato sia come libreria che come programma a se stante e lavora sempre in un proprio processo. L'utilizzo di librerie .EXE è più lento perché il passaggio dei dati tra un processo ed un altro (Marshaling) richiede più tempo e più risorse. Lo svantaggio delle DLL è che in caso di un loro blocco l'intero processo viene bloccato compreso quindi il programma chiamante. [MARSHALING: E' l'operazione che utilizza COM ogni volta che deve comunicare con un server out-of-process.]

Un'ultima differenziazione va fatta tra i file .DLL e gli .OCX.
Entrambi i tipi di file lavorano allo stesso modo ma i secondi forniscono oltre alle funzioni anche una propria interfaccia grafica. Gli Ocx sono detti anche ActiveX.

Esistono infine altre particolari Librerie che contengono l'elenco delle Proprietà, degli Eventi e dei Metodi dei componenti COM; sono dette Dei Tipi e possono essere .EXE, .DLL, .OLB, .TLB, .OCX

API e DLL

Si è accennato in precedenza alle API. L'API di Win32 è costituita da un gruppo di DLL Standard che fornisco funzioni a basso livello al Sistema Operativo.

Eccone alcune:

KERNEL32.DLL funzioni operative di basso livello. (gestione della memoria, dei task, delle risorse e operazioni correlate)
USER32.DLL Funzioni relative alla gestione di Windows (messaggi, menu, cursori, timer, caret, comunicazioni e la maggior parte delle altre funzioni che non riguardano la visualizzazione.
GDI32.DLL Funzioni che hanno a che fare con l'output dei dispositivi
COMDLG.DLL, LZ32.DLL, VERSION.DLL Supporto per le finestre di dialogo comuni, la compressione dei file e il controllo della versione. In alcuni casi sono accessibili direttamente in altri è necessario ricorrere alla APIGID32.DLL
APIGID32.DLL Fornisce a VB l'interfaccia ad alcune funzioni non compatibili
ODBC32.DLL Una delle DLL che implementano l'Open Database Connectivy). Queste funzioni forniscono un API standard per diversi tipi di DataBase.
COMCTL32.DLL Implementa il nuovo gruppo di controlli delle finestre (elenco ad albero, ecc.)
MAPI32.DLL Forniscono le API che permettono a qualsiasi applicazione di operare sulla posta elettronica.
NETAPI.DLL Funzioni di accesso e controllo delle reti.
WINMM.DLL Funzionalità multimediali di un sistema.

RockXP, un sistema..sempre attivo

softwarehouse 08/11/2007 @ 17:16

RockXP è un programma ( anche in italiano ) che riesce a svelare alcune password di Windows.

Il programma semplicissimo riesce a svelare la password si di ogni connessione internet, di Msn, dell’account di Windows XP; si riesce pure a scoprire il Serial Number di Windows con la possibilità di modificarla.

RockXP è totalmente Freeware e non contiene rootkit, spyware, worm ne virus. Quindi un’ottimo programma per svelare le nostre password che abbiamo perso e non sappiamo come riprenderle.

RockXP al suo interno ha un utilissimo “generatore di Password” con la possibilità di scegliere o solo lettere o anche lettere speciali, quindi cosi facendo aumenteremo la difficoltà di far svelare ad altri la nostra password.

L'immagine “http://www.gvg.cz/obrazky%20programy/rockxp.gif” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

Avviamo il programma

RockXP è un'applicazione che no richiede nessuna installazione. E' sufficiente scompattare l'archivio compresso RockXP.zip, in una qualsiasi cartella del nostro Hardisk. Quindi, con un doppio clic del mouse sull'eseguibile RockXP.exe protremo avviare il programma.

screenshot of RockXPUna semplice interfaccia

Al primo avvio del software clicchiamo sul pulsante I Agree per accetare i termini della licenza di uso. A questo punto si attiveranno tutti i tags del programma dai quali accedere alle varie funzioni. Basta selezionare la versione di Windows ed inserire il serial numer e il Product Key riportati sull'etichetta originale del Cd.

http://www.portablefreeware.com/graphics/rockxp/screenshot.gif

Password personalizzate

Il tab Password Generator ci aiuta a creare passwords personalizzate da inserire nei form di registrazione on-line. Nel campo Password Lenght scegliamo la lunghezza della password, quindi decidiamo se dovrà essere alfanumerica (Alpha and Number) o se potrà contenere qualsiasi carattere. Quindi clicchiamo su Generate.

http://images.snapfiles.com/screenfiles/rockxp3.gif

 

 

 

Auslogics Disk Defrag

softwarehouse 18/09/2007 @ 15:45

auslogics

Auslogics Disk Defrag è un software gratuito che consente di deframmentare il contenuto del disco fisso in modo da ottimizzarne il funzionamento e prevenire problemi hardware.

Il programma è risultato molto veloce nel compiere le operazioni di deframmentazione pur non dispondendo di funzionalità aggiuntive come la pianificazione di defrag.

l termine della deframmentazione, Auslogics Disk Defrag fornisce un riepilogo (con la possibilità di visualizzare anche un report dettagliato) sui benefici ottenuti.

Estremamente veloce (è basato sulle API del programma Microsoft).

Software compatibile anche con Windows Server 2003 e Windows Vista.

auslogics2

auslogics3

150x150_sottoscrivi.png

 

DustBuster

softwarehouse 02/09/2007 @ 17:50

DustBuster

DustBuster XP effettua una scansione del sistema rilevando tutti quei file e directory inutili che occupano spazio sull'hard disk, ma che non vengono utilizzati, e li cancella automaticamente.

Il software si basa su un sofisticato motore di ricerca, SensibleScan, che identifica oltre millecinquecento tipi di file.

Grazie a questo programma l'utente può, in poco tempo, liberare e ottimizzare lo spazio sul disco rigido. Questa operazione permette di velocizzare l'esecuzione del sistema operativo.

Il programma è completamente automatico, per effettuare tutte le operazioni basta solo mandarlo in esecuzione.

DustBuster³ integra oggi la quarta generazione della tecnologia di scansione non presidiata che distingue il programma da qualsiasi altra utility di pulizia esistente per la piattaforma Windows.

Il suo sofisticato motore di scansione ridefinisce il significato di automazione e fissa il nuovo standard di eccellenza nell’ottimizzazione dello spazio libero su Windows, grazie ai numerosi radicali miglioramenti apportati alla struttura della precente release.

L'informazione completa sulla pagina degli autori.


Sottoscrivi il feed http://softwarehouse.nireblog.com/rss2/35682/index.xml

Create Social Bookmark Links

Add to Technorati Favorites

feedNuts Feed Profile

tutto blog

BlogItalia.it - La directory italiana dei blog

Feed XML offerto da BlogItalia.it

Sito preferito

Il Bloggatore

Italian Bloggers


Programming Blogs - Blog Catalog Blog Directory

web stats

AddThis Social Bookmark Button

free hit counter

Argentina in immagini


Social Bookmarking
Add to: Mr. Wong Add to: Webnews Add to: Icio Add to: Oneview Add to: Linkarena Add to: Favoriten Add to: Seekxl Add to: Kledy.de Add to: Social Bookmarking Tool Add to: BoniTrust Add to: Power Oldie Add to: Bookmarks.cc Add to: Favit Add to: Newskick Add to: Newsider Add to: Linksilo Add to: Readster Add to: Folkd Add to: Yigg Add to: Digg Add to: Del.icio.us Add to: Reddit Add to: Jumptags Add to: Upchuckr Add to: Simpy Add to: StumbleUpon Add to: Slashdot Add to: Netscape Add to: Furl