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Categoria: Trucchi & Consigli

Come faccio a cambiare le password di accesso al sistema?

softwarehouse 21/05/2008 @ 17:05

150x150_sottoscrivi.pngLe nuove distribuzioni GNU/Linux includono di default strumenti grafici per la gestione degli utenti e delle relative password.

gnu-linux.png

Ma il modo più semplice per modificarle resta sempre il tool a riga di comando password.

Ovviamente, ogni utente può cambiare la propria password, mentre solo root è in grado di modificare oltre alla propria quelle di tutti gli altri.

In particolare, per cambiare la propria parola chiave come utente comune, basta aprire una shell ed eseguire il comando passwd, dopodiché è necessario inserire la vecchia password e poi per due volte quella nuova.

sky8_468x60.gif

Per modificare la password di amministratore, invece, bisogna aprire la shell, loggarsi come root (su o sudo -s) ed eseguire il comando passwd. Anche in questo caso è necessario indicare prima la password attualmente in uso e subito dopo quella nuova per due volte. Infine, per modificare, da root la password di un qualsiasi utente, bisogna eseguire sempre passwd ma questa volta seguito dal nome utente: ad esempio, passwd giovanni.

Cosa sono e come si creano i collegamenti simbolici?
Un collegamento simbolico, detto anche symbolic link, spesso abbreviato in symlink, può essere paragonato alla copia di un file (può trattarsi anche di una directory o di un altro collegamento simbolico) in una diversa posizione, con la differenza che invece di copiarne il contenuto si crea un “semplice” riferimento ad esso che si comporta allo stesso modo di quello originale.

Il comando utilizzato per creare collegamenti simbolici è ln. Ad esempio, supponiamo di avere un file di nome test. Eseguendo il comando ln-s test testlink, creiamo il collegamento simbolico testlink che fa riferimento al file test. D'ora in poi è possibile fare riferimento al file test riferendoci a testlink.

In questo caso, abbiamo supposto che entrambi i file, sia l'originale sia il link simbolico, fossero presenti nella stessa directory, ma è possibile eseguire la stessa operazione anche con riferimento a cartelle differenti, bisogna solo ricordare di specificare i percorsi completi quando si esegue il comando ln.

Ad esempio, per creare nella nostra home il collegamento simbolico testlink che fa riferimento a test presente in /usr/local, il comando diventa: ln -s /usr/local/test /home/nome_utente/testlink.

È facile verificare se un file è un collegamento simbolico o meno, indipendentemente dal fatto che spesso la console li visualizza con colori differenti: basta utilizzare il comando ls -l all'interno di una directory che ne contiene qualcuno. Infatti, questi ultimi si distinguono per una lettera “l” posta all'inizio della relativa riga (per i file è presente un trattino “-”, mentre per le directory una “d”).

Inoltre, alla fine della stessa riga è presente il nome del collegamento e il file a cui fa riferimento rappresentati nel modo seguente (sempre in riferimento all'esempio precedente): testlink -> test nel primo caso, testlink /usr/local/test nel secondo.

playstation468x60.gif

Non riesco ad eseguire applicazioni grafiche da root. Perché?
Anche se si tratta di una forma di controllo non più utilizzata dalla maggior parte delle distribuzioni GNU/Linux, può ancora succedere che mentre si utilizza il PC come utente comune non risulti possibile avviare applicazioni grafiche da root. Questo comportamento è dovuto al fatto che sui sistemi GNU/Linux, per motivi di sicurezza, è possibile abilitare o disabilitare l'accesso al server X (l'ambiente grafico), da parte di determinati utenti o, addirittura, macchine (host) connesse in rete. È possibile, però, gestire tali permessi utilizzando il programma xhost. Ad esempio, eseguendo xhost +, tutte gli utenti e tutte le macchine sono abilitati ad accedere al server X, quindi ad avviare applicazioni grafiche. Al contrario, xhost – disabilita tali permessi. Inoltre, è possibile specificare singolarmente gli utenti e gli host abilitati o meno eseguendo rispettivamente xhost + nome e xhost – nome, dove nome può essere un nome utente o quello di una macchina (hostname).

Come si attiva la richiesta di conferma prima di cancellare o sovrascrivere un file dalla shell?
Così come accade per i file manager grafici, anche la shell offre un sistema di controllo che consente di visualizzare un avviso per chiedere conferma prima di cancellare o sovrascrivere effettivamente un file o una directory. I comandi per eseguire questo genere di operazioni sono rm (rimozione), cp (copia) e mv (spostamento). In genere, eseguendo questi comandi su un file o su una cartella, questi vengono immediatamente cancellati o copiati nella nuova posizione, purtroppo senza prima chiedere conferma. Così facendo, però, spesso si eliminano o si sovrascrivono, senza volerlo, file o directory importanti. Per fortuna la soluzione c'è ed è possibile applicarla utilizzando due tecniche differenti. La prima consiste nel passare l'opzione -i sulla riga di comando: ad esempio, supponendo di voler cancellare il file test.txt presente nella directory corrente, il comando diventa rm -i test.txt. La stessa cosa accade con mv e cp, basta semplicemente utilizzare l'opzione -i. In alternativa, per evitare di dover scriverla ogni volta, è possibile creare un alias per ognuno dei tre comandi nel modo seguente:

alias cp="cp -i"
alias mv="mv -i"
alias rm="rm -i"

Per fare in modo che la modifica sia disponibile per tutti gli utenti (globale), bisogna aggiungere le tre righe precedenti alla fine del file /etc/profile, mentre aggiungendole nel file .bash_profile la nuova configurazione riguarderà solo il nostro utente (si tratta di un file nascosto, notate il punto prima del nome, presente nella directory home di ogni utente).

È possibile ottene l'IP dal nome di dominio e viceversa?
Supponiamo, ad esempio, di voler conoscere l'indirizzo IP associato al nome di dominio www.prova.it. Per ottenere questa informazione è sufficiente eseguire il comando nslookup www.prova.it. Lo stesso risultato si ottiene con host www.prova.it. Al contrario, è possibile risalire al nome di dominio conoscendo l'indirizzo IP sostituendo, sempre negli stessi comandi, l'IP al nome dominio, ad esempio: nslookup 159.82.122.9 oppure host 159.82.122.9.

nokia300x250.gifCome faccio a cancellare il boot loader da GNU/Linux?
Per prima cosa, diciamo subito che la procedura è identica sia per Grub che per LiLo e si limita ad singolo comando da eseguire da root: dd if=/dev/null of=/dev/hda bs=512 count=1. L'unico inconveniente è che in questo modo si cancella anche la tabella delle partizioni. Se è nostra intenzione evitare che ciò accada, è sufficiente modificare il comando precedente nel modo seguente: dd if=/dev/null of=/dev/hda bs=446 count=1. Nel caso di dischi SCSI o SATA bisogna sostituire /dev/hda con /dev/sda.

Posso copiare il contenuto di un hard disk in un altro?
Innanzitutto, è indispensabile che i due hard disk abbiano le stesse dimensioni, inoltre, è importante precisare che il risultato non è esente da errori. Per il resto è sufficiente il comando seguente: dd if=/dev/sda of=/dev/sdb, dove /dev/sda è il disco sorgente e /dev/sdb quello di destinazione, cioè dove verranno copiati i dati contenuti nel primo. Al termine dell'operazione verranno copiate anche la tabella delle partizioni e il boot loader contenuto nel settore di avvio (MBR) dell'hard disk sorgente. Insomma, se il comando termina senza errori otterremo una copia perfetta del primo disco sul secondo.

RSTP ("Raccomandati Se Ti Piacciono")

 

nokia160x600.gif
subito160x600.gif

 

Mondo Open Source

I 10 trucchi di Google

softwarehouse 14/01/2008 @ 17:51

Google senz'altro negli ultimi 10 anni è diventato il motore di ricerca numero 1. Ricordo ancora quando Altavista la faceva da padrone.

Una home page molto spartana per velocizzare l'apertura, algoritmi soffisticati, ma sopratutto degli elementi "extra" che conferiscono a Google il"tocco differente" che vanno delle conversioni di denaro alle unità di musica tanto per fare due esempi.

Ecco un’altra strana classifica sui prodotti di Google, e in particolare su alcuni “trick” meno conosciuti del motore di ricerca.


When it comes to the Google search box, you already know the tricks: finding exact phrases matches using quotes like "so say we all" or searching a single site using site:lifehacker.com gmail. But there are many more oblique, clever, and lesser-known search recipes and operators that work from that unassuming little input box. Dozens of Google search guides detail the tips you already know, but today we're skipping the obvious and highlighting our favorite obscure Google web search tricks.

10. Get the local time anywhere

goog-whattimeisit.png What time is it in Bangkok right now? Ask Google. Enter simply what time is itwhat time is it hong kong to get the local time there. to get the local time in big cities around the world, or add the locale at the end of your query, like

9. Track flight status

Enter the airline and flight number into the Google search box and get back the arrival and departure times right inside Google's search results.

8. Convert currency, metrics, bytes, and more

goog-currencyconvert.pngquarter cup in teaspoons) or how many seconds there are in a year (seconds in a year) or how many euros there are to five dollars (5 USD in Euro). For the geekier set, bits in kilobytes (155473 bytes in kilobytes) and numbers in hex or binary (19 in binary) are also pretty useful. Google's powerful built-in converter calculator can help you out whether you're cooking dinner, traveling abroad, or building a PC. Find out how many teaspoons are in a quarter cup (

7. Compare items with "better than" and find similar items with "reminds me of"

goog-betterthan.png Reader Adam taps the wisdom of the crowds by searching for like items using key phrases. He writes in:

Simply search for, in quotes: "better than _keyword_"

Some example results:

Results 1 - 100 of about 550 English pages for " better than WinAmp".

Results 1 - 57 of 57 English pages for " better than mIRC".

Results 1 - 100 of about 17,500 English pages for " better than Digg". (Wow. Poor Digg.)

The results will almost always lead you to discovering alternatives to whatever it is you're searching for. Using the same concept, you can use this trick to discover new music or movies. For example, " reminds me of _someband_" or "sounds like _someband_" will pull up artists people have thought sounded similar to the one you typed in. This is also a great way to find good, no-name musicians you'd probably never know of otherwise.

Examples:

Results 1 - 88 of 88 English pages for " reminds me of Metallica".

Results 1 - 36 of 36 English pages for " similar to Garden State".

Results 1 - 66 of 66 English pages for " sounds like The Shins".

Just get creative and you'll, without a doubt, find cool new stuff you probably never knew existed.

6. Use Google as a free proxy

goog-cache.pnghip new web site just because it drops the F bomb occasionally? Use Google's cache to take a peek even when the originating site's being blocked, with cache:example.com. What, your company blocks that

5. Remove affiliate links from product searches

When you're sick of seeing duplicate product search results from the likes of eBay, Bizrate, Pricerunner, and Shopping.com, clear 'em out by stacking up the -site:ebay.com -site:bizrate.com -site:shopping.com operator. Alternately, check out Give Me Back My Google (original post), a service that does all that known reseller cleaning up for you when you search for products. Compare this GMBMG search for a Cruzer 1GB flash drive to the regular Google results.

4. Find related terms and documents

Ok, this one's direct from any straight-up advanced search operator cheat sheet, but it's still one of the lesser-used tricks in the book. Adding a tilde (~) to a search term will return related terms. For example, Googling ~nutrition returns results with the words nutrition, food, and health in them.

3. Find music and comic books

google-napster.png Using a combination of advanced search operators that specify music files available in an Apache directory listing, you can turn Google into your personal Napster. Go ahead, try this search for Nirvana tracks: -inurl:(htm|html|php) intitle:"index of" +"last modified" +"parent directory" +description +size +(wma|mp3) "Nirvana". (Sub out Nirvana for the band you're interested in; use this one in conjunction with number 7 to find new music, too.) The same type of search recipe can find comic books as well.

2. ID people, objects, and foreign language words and phrases with Google Image Search

google-img-search.png Google Image search results show you instead of tell you about a word. Don't know what jicama looks like? Not sure if the person named "Priti" who you're emailing with is a woman or a man? Spanish rusty and you forgot what "corazon" is? Pop your term into Google Image Search (or type image jicama into the regular search box) to see what your term's about.


1. Make Google recognize faces

google-face-recogniton_sm.png If you're doing an image search for Paris Hilton and don't want any of the French city, a special URL parameter in Google's Image search will do the trick. Add &imgtype=face to the end of your image search to just get images of faces, without any inanimate objects. Try it out with a search for roserose with the face parameter. (which returns many photos of flowers) versus

What's your favorite ninja Google search technique? Tell us about it in the comments.

Feeds & Google: ultimi post pubblicati
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Quelle pazze pazze librerie

softwarehouse 19/11/2007 @ 08:52

Il corretto funzionamento di Windows e delle applicazioni dipende da alcuni files "vitali" per il PC.

http://www.dg-software.de/assets/images/DllScan-Options.gif

Nei sistemi operativi Windows giocano un ruolo particolarmente importrante i files identificati dall'estensione DLL (Dynamic Link Library).
Detti comunmente "librerieDLL", sono piccoli parti di codice che svolgono funzioni ben specifiche. Sono così importanti che la loro manomissione o cancellazione può compromettere il funzionamento del sistema.
I files DLL sono sbarcati nel mondo dell'informatica agli inizi degli anni 90, voluti fortemente dagli sviluppatori, da sempre alla ricerca di un metodo pratico per aggiornare le proprie applicazioni.
In passato, infatti, quando si voleva aggiornare un software o correggerne un bug, era necessario ricompilare l'intera applicazione e distribuirla nuovamente agli utenti.
Con l'utilizzo dei files DLL, invece, questa operazione è notevolmente simplificata: basta sostituire la libreria che si occupa di una determinata funzione per fare gli aggiornamenti del caso.

http://www.codeproject.com/library/piarchitecture/add_dll.gif


Vantaggi e svantaggi dei DLL

L'utilizzo del files DLL, agevola non solo il lavoro dei programmatori, ma comporta anche un notevole risparmio di risorse hardware. Se un software è composto da un solo blocco, senza subdividerne le funzioni in files DLL, quando viene eseguito, sono messe in gioco tutte le sue funzioni, anche quelle non usate. Viceversa, adoperando le librerie DLL, le risorse del computer sono adoperate solo quando necessario. Ogni medaglia ha il suo rovescio: i files DLL sono spesso causa di conflitti software, dal momento che può capitare che più applicazioni installino versioni differenti della stessa libreria. La cosa è più grave quando programmi sviluppati per vecchie versioni di Windows, o realizzati da programmatori dilettanti, tentano di sovrascrivere le librerie di sistema. In questo caso il meccanismo di protezione di Windows ci avverte con una finestra di dialogo che un software sta provando a sostituire una libreria DLL, con un altro meno recente. Non ci sono dubbi: clicchiamo su SI per tenere la versione del file DLL presente sul disco e metterci al riparo da ogni possibile errore.

E se il file non c'è?

http://www.idchildsupport.com/Images/dll.jpg

Se una libreria DLL viene modificata )sovrascritta da un'altra versione o eliminata per errore), i programmi e lo stesso Windows possono smettere di funzionare corretamente o più addiritura divenire impossibili avviarli. Nei casi meno gravi è sufficiente ripristinare l'installazione del programma, in altre situazioni è necessario sostituire la libreria mancante o corrota (possiamo copiarle da un altro computer o trovarle su Internet utilizzando un motore di ricerca come Google).
Quando inseriamo una nuova libreria nella cartella di sistema (C:\Windows\System32) è necessario effettuarne la registrazione, cioè aggiornare alcune voci del registro di configurazione di Windows. Per fare ciò il sistema operativo ci mette a disposizione l'utility regsvr32.exe. L'utilizzo è molto semplice: basta digitare sul promt dei commandi DOS a dal menù Start/Esegui di Windows il comando:

regsur32.exe c:\percorso\nomedll.dll

Prima di tutto è necessario differenziare le Librerie Standard dalle Librerie COM.
Quando si utilizzano le prime si eseguono chiamate dirette alle funzioni API (Application Programming Interface) di windows. Le seconde, invece, hanno un interfaccia COM (Component Object Model), che permette di comunicare coi loro componenti tramite un'architettura Software e una Libreria dei Tipi, che permette l'utilizzo di funzioni come Object Browser e Auto List Members a livello di programmazione. Proprio queste funzioni fanno si che questo tipo di Librerie venga utilizzato per la maggiore dai programmatori. A livello di prestazioni le Librerie Standard sono più veloci mentre le Librerie COM garantiscono una miglior gestione degli errori (evitando il più possibile le famose schermate Blu).

Un'altra classificazione va fatta tra i file .DLL e quelli .EXE.

Le DLL lavorano sempre nello spazio d'indirizzamento del processo chiamante (in-process) e non possono funzionare in un proprio task. Un file eseguibile in genere può essere utilizzato sia come libreria che come programma a se stante e lavora sempre in un proprio processo. L'utilizzo di librerie .EXE è più lento perché il passaggio dei dati tra un processo ed un altro (Marshaling) richiede più tempo e più risorse. Lo svantaggio delle DLL è che in caso di un loro blocco l'intero processo viene bloccato compreso quindi il programma chiamante. [MARSHALING: E' l'operazione che utilizza COM ogni volta che deve comunicare con un server out-of-process.]

Un'ultima differenziazione va fatta tra i file .DLL e gli .OCX.
Entrambi i tipi di file lavorano allo stesso modo ma i secondi forniscono oltre alle funzioni anche una propria interfaccia grafica. Gli Ocx sono detti anche ActiveX.

Esistono infine altre particolari Librerie che contengono l'elenco delle Proprietà, degli Eventi e dei Metodi dei componenti COM; sono dette Dei Tipi e possono essere .EXE, .DLL, .OLB, .TLB, .OCX

API e DLL

Si è accennato in precedenza alle API. L'API di Win32 è costituita da un gruppo di DLL Standard che fornisco funzioni a basso livello al Sistema Operativo.

Eccone alcune:

KERNEL32.DLL funzioni operative di basso livello. (gestione della memoria, dei task, delle risorse e operazioni correlate)
USER32.DLL Funzioni relative alla gestione di Windows (messaggi, menu, cursori, timer, caret, comunicazioni e la maggior parte delle altre funzioni che non riguardano la visualizzazione.
GDI32.DLL Funzioni che hanno a che fare con l'output dei dispositivi
COMDLG.DLL, LZ32.DLL, VERSION.DLL Supporto per le finestre di dialogo comuni, la compressione dei file e il controllo della versione. In alcuni casi sono accessibili direttamente in altri è necessario ricorrere alla APIGID32.DLL
APIGID32.DLL Fornisce a VB l'interfaccia ad alcune funzioni non compatibili
ODBC32.DLL Una delle DLL che implementano l'Open Database Connectivy). Queste funzioni forniscono un API standard per diversi tipi di DataBase.
COMCTL32.DLL Implementa il nuovo gruppo di controlli delle finestre (elenco ad albero, ecc.)
MAPI32.DLL Forniscono le API che permettono a qualsiasi applicazione di operare sulla posta elettronica.
NETAPI.DLL Funzioni di accesso e controllo delle reti.
WINMM.DLL Funzionalità multimediali di un sistema.

Installiamo Linux sul nostro PC

softwarehouse 28/10/2007 @ 16:01

http://news.softpedia.com/images/news2/Ce-impact-va-avea-Windows-Vista-asupra-Linux-2.jpg

Una distribuzione GNU/Linux recente non è più difficile da installare ed usare di qualunque altro sistema   operativo.   Una   buona   percentuale   di   utilizzatori   di   PC   si   troverebbero   in   difficoltà, oggettive o psicologiche, nell'installare non solo Linux ma qualunque altro sistema operativo.
Una   maggiore   percezione   di   difficoltà   deriva   dal   desiderio   di   mantenere   il   sistema   operativo   già esistente sul PC e di non perdere i propri dati all'interno di quello.
GNU/Linux può coesistere sullo stesso computer con altri Sistemi Operativi. All'avvio del computer un bootmanager   (LiLO,   GRUB   od   altri)   permetterà   di  scegliere   quale   sistema   operativo   avviare.   Nella configurazione   del   bootmanager   uno   dei   Sistemi   Operativi   e'   selezionato   come   'default'   e   viene avviato in caso di mancata scelta da parte dell'utente.
Il   disco   rigido   può   essere   partizionato   in   modo   da   permettere   la   coesistenza   di   più   sistemi operativi,   ciascuno   con   il   suo   spazio.   La   suddivisione   avviene,   utilizzando   lo   spazio   libero   sul disco   ­   o,   se   necessario,   ridimensionando   lo   spazio   occupato   ­   ed   aggiungendo   almeno   due   nuove partizioni quella in cui verrà installato il sistema vero e proprio ed la cosiddetta partizione di SWAP.
La partizione di SWAP è uno spazio che il sistema operativo va ad utilizzare per memorizzare dei dati una volta esaurita la memoria fisica (RAM). Tutti i programmi, compresi quelli del sistema operativo stesso, vengono caricati da disco ed eseguiti  nella RAM del computer.
Uno   dei   problemi   che   si   pone,   in   modo   particolare   nei   sistemi   che   possono   eseguire   piu'   di   una applicazione contemporaneamente, e' l'eventualità che una applicazione abbia bisogno di RAM e che la RAM libera sia esaurita.
Una  delle  soluzioni  e'  un meccanismo  chiamato  Memoria  Virtuale   che si  occupi  di  identificare   una parte della RAM occupata che possa essere temporaneamente liberata, senza perderne il contenuto che viene memorizzato in altra parte per poi essere ripristinato successivamente. La partizione di SWAP è
lo spazio su disco dove questi contenuti vengono temporaneamente memorizzati.

Conoscere l'hardware a disposizione

Prima di iniziare una installazione di GNU/Linux e' necessario avere informazioni dell'hardware che si ha a disposizione.
In   particolare:   architettura   del   sistema   e   tipo   di   microprocessore,   quantita'   di   memoria   (RAM) installata sul computer e dimensioni dell'hard­disk.
Inoltre e' bene conoscere le caratteristiche della scheda grafica e del monitor che si intende usare.
Questo perche' a seconda dell'architettura e delle caratteristiche dell'hardware potremo scegliere la distribuzione più adatta. Una distribuzione recente potrebbe avere   caratteristiche poco adatte ad hardware  più  datato.  La  scelta  va  anche  fatta  anche  riguardo  alla  procedura  di  installazione:  un computer con poca RAM potrebbe avere piu' problemi con una installazione da LiveCD che non con una di
tipo tradizionale.
Durante questo corso ci occuperemo dell'installazione su un computer di classe PC con architettura Intel/AMD e derivate

Percorso d'installazione  

­ BACKUP dei dati presenti sul computer ­ configurazione del BIOS per boot da lettore CD ­ (eventuale) preparazione del disco (deframmentazione e partizionamento)
­ controllo dei supporti ­ avvio del sistema dal CD della distribuzione ­ installazione guidata
L'installazione di GNU/Linux è di norma affidabile ed 'indolore', cio' non toglie che Murphy e le sue leggi siano sempre in agguato, quindi un inconveniente è sempre possibile e poi il software per sua natura non può  essere con certezza privo di bugs.
Inoltre fare/avere una copia di backup dei  propri dati dovrebbe essere una operazione abituale anche senza la previsione di installare Linux
Se il sistema operativo già installato è in uso da parecchio tempo i files memorizzati sul disco potrebbero essere frammentati.
Dovendo dividere il disco in due parti è opportuno eseguire una deframmentazione per riunirli nella parte di disco che resterà al sistema operativo in uso in modo da evitare perdite di dati.
Il partizionamento puo' essere effettuato con
Software Commerciale per Windows (TM) come Partition Magic

Programmi liberi come fips, parted, Gparted, Qtparted

Tools di installazione delle principali distribuzioni DiskDrake, YAST

La   presenza   di   partizioni   NTFS   può     essere   fonte   di   maggiori   difficoltà   in   quanto   il formato non è documentato.
A seconda del file system utilizzato sul disco che si vuole dividere sono eseguibili o meno varie operazioni.
Il programma di installazione di Mandriva Linux ci propone due opzioni
Altro presupposto basilare per il successo di un'installazione GNU/Linux è l'integrità fisica e del contenuto dei CD di installazione.
E' bene quindi procedere ad una loro verifica prima di installare il sistema.
Durante   la   fase   di   scaricamento   delle   immagini   ISO   o   durante   la   stampa   dei   supporti   potrebbero  verificarsi delle alterazioni che possono essere escluse verificando, quando possibile, degli hash MD5 delle stesse.
Alcune   distribuzioni   offrono   la   possibilita'   di   eseguire   tale   verifica,   durante   la   prima   fase, direttamente dal programma di installazione.
Installazione [#24]
La   sequenza   di   operazioni   della   fase   di   installazione   di   GNU/Linux   varia   con   il   variare   della distribuzione adottata.
Tradizionalmente viene avviato il computer da uno dei dischi contenenti GNU/Linux, viene caricato in RAM un sistema minimale che provvede ad avviare il programma di installazione.
La prima operazione da fare è inserire il CD/DVD (un po di tempo fa si sarebbe parlato di floppy) di installazione ed avviare il computer da quello, se necessario modificando la configurazione del BIOS.
Il BIOS è il primo minimale programma che viene mandato in esecuzione quando accendiamo un PC. Una delle operazioni di cui si occupa è ricercare un sistema operativo che possa essere avviato (se non lo   trova   emette   un   messaggio   di   errore   e   resta   in   attesa).   La   ricerca   puòē   avvenire   in   varie
periferiche Floppy, Hard­disk, CD­ROM, USB­disk, etc.
Nel nostro caso il Lettore CD­ROM dovrà risultare primo in questa sequenza di ricerca.
Una volta avviato il sistema dal CD/DVD appare una schermata di benvenuto nella quale a volte e' possibile operare delle scelte o, se necessario, passare dei parametri.
Le slides che stiamo usando corrispondono alla fase di installazione di OpenSUSE 10.
Subito dopo il benvenuto ci viene proposto un menu. [#26]
La   prima   voce,   quella   predefinita   in   caso   di   nessuna   scelta   da   parte   nostra,   avvia   il   sistema operativo contenuto nell'hard disk del computer, quindi, in questo caso, come se nemmeno avessimo inserito il CD/DVD.
La seconda voce ci permette di avviare l'installazione, la terza di usare la distribuzione in modo liveCD   (vedi   appunti   prima   lezione   o   piu'   avanti)   le   voci   successive   di   avviare   l'installazione passando   alcuni   parametri   (utilizzabili   in   caso   di   problemi   di   installazione)   l'ultima   di
ripristinare una precedente installazione danneggiata.
Decidiamo di installare e viene caricato in ram un sistema GNU/Linux minimale.
Come prima opzione ci viene chiesto di scegliere la lingua [#29]
Viene proposto un accordo di licenza  [#30]. Questo ricorda un po' i sistemi operativi proprietari, quindi vanno fatte alcune considerazioni.
Anche la GPL ed altre licenze libere vanno comunque accettate in questo modo puo' essere richiesto di farlo in modo esplicito e consapevole.
Inoltre alcune distribuzioni vengono inscatolate e vendute (con manuali, assistenza, etc.), mediante l'accettazione   di   un   accordo   di   licenza   il   produttore   puo'   manlevarsi   da   tutta   una   serie   di responsabilita' in caso di eventuali danni conseguenti a malfunzionamenti, come avviene nel modo del
software proprietario.
Gli eventuali accordi di licenza proposti dalle distribuzioni non possono modificare in nessun modo quelle dei programmi contenuti nelle distribuzioni stesse.
Viene quindi chiesto  [#31]  di selezionare dagli appositi elenchi la propria area geografica e il proprio   fuso   orario.   Durante   l'installazione,   alle   due   impostazioni   viene   assegnato   un   valore   di default   basato   sulla   lingua   di   installazione   selezionata.   La   scelta   tra   Ora   locale   e   UTC   (GMT)
dipende dall'impostazione dell'orologio hardware del BIOS sul computer.  Se è impostato su GMT, che corrisponde a UTC, il sistema passerà automaticamente all’ora legale e viceversa.
Nella schermata successiva  [#32]  e' possibile scegliere le interfacce grafiche da intallare. Come accennato   nella   prima   lezione   GNU/Linux   puo'   essere   utilizzato   con   un   gran   numero   di   interfacce
grafiche   diverse   ciascuna   diversa   non   solo   per   caratteristiche   estetiche   ma   per   funzionalita'   e fabbisogno di risorse.
Questo consente di scegliere l'interfaccia in conseguenza dei propri gusti e delle caratteristiche
dell'hardware; ad hardware meno prestante si puo' associare una interfaccia meno golosa di risorse.
[#33] le opzioni proposte dal programma di installazione in due modalita' normale ed esperto.
La   differenza   e'   la   quantita'   di   opzioni   a   disposizione:   partizionamento,   scelta   del   software   e lingua nella prima alcune di piu' nella seconda.
In entrambe le modalita' selezionando le varie voci e' possibile apporre dei cambiamenti.
Partizionamento del disco.
In  OpenSUSE,  quando  si  seleziona  la  voce  di partizionamento  la  finestra  di  dialogo  visualizza  le impostazioni   di   partizionamento   correntemente   proposte.   E'   possibile   accettare   le   impostazioni
correnti oppure modificarle prima di continuare. In alternativa, scartare tutte le impostazioni e iniziare da zero.
Se   come   destinazione   dell'installazione   è   stato   scelto   un   disco   rigido   contenente   una   partizione
Windows FAT o NTFS che occupa l'intero disco, YaST consente di eliminare o ridurre la partizione.
Verrà visualizzata una finestra di dialogo che consente di scegliere una delle due opzioni.
La   procedura   di   creazione   personalizzata   e'   guidata   ed   e'   semplice   eseguire   tutte   le   operazioni conoscendo il significato di alcuni termini.
Nella   maggior   parte   dei   casi,   è   possibile   accettare   lo   schema   di   partizionamento   proposto   senza  apportare ulteriori modifiche. YaST può comunque essere utilizzato per personalizzare le partizioni.
Ogni disco rigido dispone di una tabella delle partizioni con spazio per quattro voci. Una voce della tabella delle partizioni può corrispondere a una partizione primaria o ad una partizione estesa. Una partizione è composta da una serie continua di cilindri (aree fisiche del disco).
Con le sole partizioni primarie, il numero di partizioni per disco rigido sarebbe limitato a quattro, corrispondente al numero di voci consentite nella tabella delle partizioni. Per questo motivo vengono    utilizzate le partizioni estese: una partizione estesa può essere a sua volta suddivisa in partizioni logiche.  Una partizione estesa puo' essere definita un contenitore di partizioni logiche.
E' possibile creare piu' di una partizione primaria ma una sola partizione estesa. Una   partizione estesa   deve   occupare   l'intera   serie   residua   di   cilindri   liberi.   Il   numero   massimo   di   partizioni logiche è 15 su dischi SCSI, SATA e Firewire e 63 su dischi  (E)IDE. Il tipo di partizione utilizzato non fa alcuna differenza per Linux.
Nell'esempio   proposto   durante   il   corso   l'installazione   avviene   su   un   hard   disk   da   2GB   intermante libero [#42]
Scegliamo [Crea] per creare una nuova partizione. Ci viene proposta la scelta tra partizione primaria e partizione estesa [#43], scegliamo primaria.
La finestra di dialogo [#44] ci permette assegnare alla partizione una dimensione, un file system ed un punto di mount. inoltre possiamo decidere se formattarla o meno.
Il   File   System   e'   un   metodo   mediante   il   quale   i   file   sono   immagazzinati   e  organizzati   su   un dispositivo di archiviazione come un hard disk o un CD­ROM.
Il   file   system   realizza   tipicamente   due   livelli   di  astrazione,   che   rendono   le   risorse   di memorizzazione di massa facilmente utilizzabili dagli utenti.
Il   primo   livello   di   astrazione   è   quello   che   organizza   i   settori   in   un  insieme   di   archivi   di dimensioni arbitrarie.
Il secondo livello di astrazione è quello che permette di  organizzare i file dando loro dei nomi gerarchici.
Scegliamo il file system come SWAP [#45] ed il punto di montaggio verra' settato in automatico. La dimensione   puo'   essere   scelta   in   vari   modi,   quello   piu'   comodo   e'   specificare   la   dimensione   in Megabytes (o Gigabytes). Nell'esempio assegnamo 500 Megabytes alla partizione di SWAP.
In [#47] viene mostrata la situazione attuale: un disco da 2Gb con una partizione di SWAP da 500Mb.
Selezioniamo [Crea] per creare una nuova partizione.
Ci   viene   ancora   chiesto   di   scegliere   tra   primaria   ed   estesa   [#48]  ed   appare   la   finestra   in   cui possiamo sceglere le caratteristiche della nuova partizione [#49].
Ora dobbiamo creare una partizione che contenga il nostro Sistema Operativo quindi dobbiamo scegliere un File System tra
EXT2 (Second Extended Filesystem) è stato a lungo il file system standard dei sistemi GNU/Linux. E' ancora pienamente supportato da tutti i sistemi Open Source Unix. Esistono anche programmi su Windows che permettono di leggere e scrivere su EXT2.
EXT3 e' una evoluzione di EXT2 rispetto al quale ottimizza le operazioni di I/O sul disco e introduce la funzione di journaling ReiserFS,  journaling   file   system   sviluppato   da   Hans  Reiser,   attualmente   disponibile   solo   per
GNU/Linux.  E' stato il primo journaling File System   ad  essere stato incluso nel Kernel.  Gestisce inoltre in modo ottimale directory con molti file di piccole dimensioni condizione molto frequente in ambiente Unix/Linux.
Altre scelte sono di solito possibili, ma poco interessanti in questo caso.
ll  journaling  è  un  sistema  per  prevenire  perdite  accidentali  di  dati   dovute a  malfunzionamenti.
Prima di scrivere fisicamente i dati sul disco il file system provvedere a compilare un file di log con tutte le operazioni che andrà a compiere.
In   caso   di   malfunzionamenti   si   potranno   verificare   le   operazioni   non   effettuate   e   ripristinare l'integrità del file system.
I dati in corso di salvataggio vanno comunque persi, ciò che viene salvaguardata è l'integrità del file system.
Il punto di mount e' la directory nell'albero del File System a cui corrisponderà la partizione in corso di creazione. Può essere / se desideriamo che contenga la directory radice oppure, ad esempio, /home se desideriamo che contenga i dati degli utenti del systema, e via dicendo.
Scegliamo un fs ext2, / come mount point e come dimensione la parte libera di disco. otterremo la tabella riassuntiva di [#55]
Se desideriamo creare piu' di una partizione su cui suddividere il sistema può essere utile creare una partizione per le directory degli utenti (/home) ed una partizione di avvio (/boot) che contenga il sistema di avvio e il kernel di Linux. Questa partizione dovrà essere all'inizio del disco ed essere costituita da almeno 8 MB.
Alcuni programmi installano i propri dati in /opt quindi potremmo creare una partizione distinta per /opt. Spesso anche KDE e GNOME vengono installati in /opt.
Se non abbiamo una idea precisa della quantita' di spazio da assegnare a ciascuna partizione (non avendo l'esperienza necessaria) e' sempre una buona idea installare tutto (quindi /) in una sola partizione.
Installazione del software
Durante l'installazione, YaST verifica anche se lo spazio su disco è sufficiente per la selezione software scelta. Se lo spazio è insufficiente, YaST modificherà automaticamente la selezione software e verra' visualizzata una notifica in merito. Se lo spazio su disco è sufficiente, YaST accetterà le impostazioni dell'utente.
SUSE Linux contiene una serie di pacchetti software per diversi scopi applicativi. Nella finestra dei suggerimenti  [#56],   possiamo   fare   clic   su   Software   per   avviare   la   selezione   del   software   e modificare l'ambito dell'installazione in base alle nostre esigenze.
Lo strumento di installazione e rimozione del software, lo stesso disponibile anche ad installazione completata, ci permette di selezionare le categorie dall'elenco a sinistra, i singoli pacchetti a destra in alto e leggerne la descrizione nella finestra in basso.
Il  gestore  dei  pacchetti  offre  diversi  criteri  di  filtraggio  per  semplificare  la  selezione  tra  i
numerosi pacchetti disponibili.
La casella di selezione del filtro si trova in alto a sinistra sotto la barra dei menu.  I pacchetti
inclusi nel tipo di sistema scelto appaiono già preselezionati.
Accanto  a  ciascun  pacchetto  sono  attivabili  due  flag  di  stato:  Installa  (casella   accanto  al nome
selezionata) e Non installare (casella vuota).
Utilizzare Cerca per cercare un pacchetto specifico.
Dipendenze e conflitti tra pacchetti
Non sempre è possibile installare qualunque combinazione di pacchetti. I diversi pacchetti software devono   essere   compatibili.   Se   non   lo   fossero,   potrebbero   entrare   in   conflitto   e   compromettere   la
funzionalità   dell'intero   sistema.   Inoltre   alcuni   pacchetti   hanno   bisogno   della   presenza   di   altri senza i quali potrebbero non funzionare.
YAST permette di gestire in modo grafico i conflitti ed e' in grado di risolvere le dipendenze  tra i pacchetti compresi nella distribuzione quindi è possibile che vengano visualizzati avvisi in merito a
dipendenze [#59] o conflitti non risolti [#58] tra pacchetti dopo aver selezionato o deselezionato pacchetti software in questa finestra di dialogo.

Avvio dell'installazione

Dopo aver specificato tutte le impostazioni di installazione possiamo fare click su [Accetta] nella finestra dei suggerimenti [#60] per avviare l'installazione.
Nella finestra di dialogo visualizzata [#61] possiamo confermare con Installa. Il tempo necessario per   il   completamento   dell’installazione   dipende   dalle   prestazioni   del   sistema   e   dal   software selezionato.
Nel caso tra nel software selezionato siano stati inclusi pacchetti non liberi (nell'esempio Flash Player) sara' necessario accettarne le licenze d'uso [#62].
Terminata l'installazione di tutti i pacchetti, YaST eseguirà l'avvio nel nuovo sistema Linux e sarà quindi possibile configurare l'hardware e i servizi del sistema.

Password di root

Root è il nome del superutente, l'amministratore del sistema. A differenza degli utenti normali, che possono avere o meno l'autorizzazione ad accedere ad alcuni elementi del sistema, root può eseguire qualunque operazione: modificare la configurazione del sistema, installare programmi e configurare nuovo hardware.
L'account   root   deve   essere   utilizzato   esclusivamente   per  l’amministrazione,   la   manutenzione   e   la riparazione del sistema. L'accesso come root per le attività quotidiane è piuttosto rischioso: un solo errore può comportare la perdita irreparabile di molti file di sistema.
Per scopi di verifica la password di root deve essere digitata due volte.

Configurazione della rete

A   questo   punto   possiamo   configurare   eventuali   dispositivi   di   rete   per   un   collegamento   al   mondo esterno,   ad   esempio   schede   di   rete,   modem   e   hardware   ISDN   o   DSL   altrimenti   selezioniamo   [Ignora
configurazione] clickiamo su Avanti.
L’hardware   di   rete   può   anche   essere   configurato   al   termine   dell’installazione   del   sistema.   Della configurazione della rete ci occuperemo piu' avanti in questo corso.

Metodi di autenticazione utente

Amministrazione locale degli utenti: gli utenti vengono amministrati in locale sull'host installato.
Si tratta di una buona opzione per workstation stand­alone. I dati dell'utente verranno gestiti dal file locale /etc/passwd.
LDAP: gli utenti vengono amministrati a livello centrale su un server LDAP per tutti i sistemi della rete.
NIS:  gli utenti vengono amministrati a livello centrale su un server NIS per tutti i sistemi della rete.
Samba: l'autenticazione SMB viene spesso utilizzata in reti miste Linux/Windows.

Creazione di account utente locali

Linux è un sistema operativo che consente a più utenti di lavorare contemporaneamente sullo stesso
sistema. Ciascun utente necessita di un account per accedere al sistema.
Con   gli   account   utente,   il   sistema   diventa   molto   più   sicuro.   Ad   esempio,   gli   utenti   normali   non possono   modificare   o   eliminare   i   file   necessari   per   il   corretto   funzionamento   del   sistema.   Allo stesso tempo, i dati personali di un determinato utente non possono essere modificati, visualizzati o
alterati   da   altri   utenti.   Gli   utenti   possono   configurare   i   propri   ambienti   di   lavoro   e   trovarli sempre inalterati quando effettuano di nuovo l'accesso.
Immettere una parola d'ordine per l'utente. Reimmetterla per confermare (e verificare che sia stata digitata correttamente). Il nome utente fornisce al sistema le prime informazioni sull'identità di un utente, che vengono quindi completate dalla parola d'ordine.
Per   fornire   una   protezione   efficace,   una   parola   d'ordine   deve   contenere   dai   cinque   agli   otto caratteri. La lunghezza massima di una parola d'ordine è di 128 caratteri. Tuttavia, se non sono caricati moduli di protezione speciali, per distinguere la parola d'ordine verranno utilizzati solo i   primi   otto   caratteri.   Le   parole   d'ordine   distinguono   tra   maiuscole   e   minuscole.   I   caratteri
speciali, come le dieresi, non sono consentiti. Sono consentiti altri caratteri speciali (ASCII a 7 bit) e le cifre da 0 a 9.

Login automatico

Se si abilita il login automatico, all’avvio del sistema viene visualizzato direttamente il desktop senza necessità di autenticazione, cosa utile se il computer viene utilizzato da un unico utente. Non conviene abilitare questa opzione se anche altri hanno accesso al computer e se vi sono memorizzati dati sensibili.
Questa opzione è disponibile solo se si utilizza KDE come desktop di default.
Il tasto [Gestione utenti] permette di creare più di un utente.
Note di rilascio
Dopo aver completato la configurazione dell'autenticazione degli utenti verranno visualizzate le note di rilascio. Contengono importanti informazioni aggiornate non disponibili al momento della stampa dei manuali.

Configurazione hardware

Al termine dell'installazione, YaST apre una finestra di dialogo per la configurazione della scheda grafica e di altri componenti hardware collegati al sistema, ad esempio stampanti e schede audio.
Possiamo   clickare   sui   singoli   componenti   per   avviarne   la   configurazione.   Nella   maggior   parte   dei casi, i dispositivi vengono rilevati e configurati automaticamente da YaST.
È possibile ignorare qualunque periferica e configurarla in un secondo momento.
È   tuttavia   opportuno   configurare   immediatamente   la   scheda   grafica.   Benché   di   solito   non   sia necessario  apportare   modifiche  alle  impostazioni  di  visualizzazione  configurate  automaticamente  da YaST, la maggior parte degli utenti ha proprie preferenze di risoluzione, profondità del colore e altre   funzionalità.   Per   modificare   queste   impostazioni   possiamo   selezionare   la   voce   relativa   e impostare i valori desiderati.
Possiamo   completare   l'installazione   di   SUSE   Linux   facendo   clic   su   [Fine]   nell'ultima   finestra   di dialogo.

Login grafico

SUSE Linux è ora installato. Il sistema verrà avviato senza necessità di dati di accesso se è stato
impostato il login automatico nel modulo di amministrazione degli utenti. In caso contrario, verrà visualizzata la schermata di login grafico in cui poter digitare login e parola d'ordine per accedere al sistema [#81].

Installazione da LiveCD

Dopo la diffusione delle distribuzioni LiveCD e' sorto il desiderio per gli utenti di queste ultime di vedere definitivamente installato, una volta verificatane la funzionalita', il sistema in uso come Live.   Alcune   distribuzioni   Live   come   knoppix   hanno   iniziato   a   dotarsi   di   strumenti   per l'installazione.
Successivamente   non   solo   questa   tecnica   e'   stata   adottata   e   migliorata   da   altre   distribuzioni   su LiveCD ma e' stata adottata alcune distribuzioni classiche come metodo primario di installazione.
Elemento negativo dell'installazione da liveCD e' una maggiore necessita' di risorse hardware: la distribuzione deve essere in grado di girare come live (quindi creare un filesystem in ram, avviare dei servizi, aprire un desktop) prima che possa essere avviato il processo di installazione.
UbuntuLinux, ad esempio per girare agevolmente come LiveCD richiede 256Mb di RAM e da li puo' essere facilmente installata in modo permanente. La stessa versione con un installatore di tipo tradizionale (denominata alternate ed ugualmente scaricabile dal sito) puo' essere installata con solo 128Mb di
RAM ottenendo, una volta completata l'installazione, un sistema equivalente.
[#88]  [#89]  [#90]  [#91]  [#92]
L'installazione di Ubuntu Linux da Live CD puo' essere avviata direttamente dal desktop clickando sulla relativa icona[#93]
Viene quindi chiesta la lingua d'installazione [#94].
Inseriamo la nostra collocazione geografica, e' anche possibile configurare l'orologio [#95],
e nome, userid e password dell'utente [#96]
Possiamo scegliere tra le opzioni di partizionamento [#97]. Qualora venga rilevata e' anche possibile il ridimensionamento di una partizione windows (TM)
Lo strumento per il partizionamento personalizzato e' lo stesso Gparted a cui si e' accennato in apertura [#98]. Come detto in precedenza dovremo creare almeno due partizioni, una di SWAP ed una per la directory radice.
Completato il partizionamento, per ciascuna partizione presente possiamo scegliere un mount­point.
Questo ci permette di rendere direttamente visibili da ubuntu anche le altre partizioni gia' presenti
sul disco.[#99]
Una schermata riepilogativa [#100] ci permette di avviare, se e' tutto a posto, l'installazione. Al
termine potremo scegliere se continuare ad usare il sistema come live od avviare quello installato.

http://www.mondoblog.it/wp-content/uploads/2006/01/linux.jpg

Pulire la cache delle icone

softwarehouse 14/09/2007 @ 13:24
Cache

Qualche volta può accadere che a causa delle molte installazioni, il file che mantiene la cache delle icone si corrompa.

Con Windows 98 questo file era noto a tutti ed era denominato SHELLICONCACHE, con Windows XP il file esiste e si chiama IconCache.db e nulla più.

Quindi la procedura corretta per ricreare la cache delle icone è il seguente .

- Posizionarsi in C:\Documents and Settings.

- cercare il file ICONCACHE con la ricerca avanzata.

- Cancellarlo senza timori e riavviare.

Al prossimo riavvio la cache delle icone verrà ricreata, ripristinando le icone e velocizzando un PC eventualmente rallentato.


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